RIASSUNTO
Rafìla è la storia di un viaggio.
Viaggio che porta la protagonista adolescente
prima a lasciare la propria casa e mettersi
al servizio di Furuk – donna saggia
e affascinante, pittrice di suggestive immagini
sacre che vende a monaci e a mercanti saraceni
– e poi l’isola in cui è
nata e cresciuta, di cui ama ogni angolo,
ogni colore e profumo, per partire alla
scoperta del mondo.
Ma è anche un viaggio di formazione,
che per tappe successive – scandite
da incontri inaspettati, fughe precipitose
e ritorni non meno avventurosi – la
conduce a soddisfare il suo desiderio di
conoscenza e a sottrarsi, di volta in volta,
alle rigide regole della morale sociale
e familiare.
Grazie al primo viaggio, quello “geografico”,
lungo la rotta della nave di mercanti su
cui si è lasciata rapire, visita
porti e città dell’Islam, si
addentra nei loro vicoli dove è facile
imbattersi in sorprendenti avventure. Sono
città già scintillanti di
ori e di luci, ma dietro i portoni nascondono
pericoli più insidiosi delle tempeste
e degli incontri in mare con pirati a caccia
di schiavi e merci preziose.
L’altro viaggio, quello “dell’anima”,
le farà conoscere le tenerezze e
le asprezze dell’amore: quello prepotente
del suo amante e sposo Mansur, con i suoi
slanci e i suoi tradimenti, l’amore
interessato di Aziz e quello generoso di
Wolfram, quello mistico e insieme passionale
????M? di Eric, quello maturo e fecondo
dei figli di Furuk.
Le riserverà anche le gioie del cammino
verso la sapienza: prima attraverso gli
insegnamenti di El Najib, il proprietario
della nave, poi con lo studio della medicina,
fino a scoprire il suo talento per la poesia.
Due viaggi, insomma, ma una sola rotta,
che non viene mai smarrita, nonostante le
numerose vicissitudini.
Gli uomini di Rafìla sono capaci
di slanci generosi e chiusure egocentriche
che spesso li fanno cadere in contraddizioni
e azioni ingiuste, il più delle volte
legate proprio al loro ruolo di guerrieri,
o di interpreti e rappresentanti di un ordine
costituito, politico e religioso. Con due
sole figure positive: il saggio El Najib,
studioso e profondo conoscitore dei veri
principi dell’Islam, appassionato
dispensatore di insegnamenti che se osservati
condurrebbero alla pacifica convivenza di
popoli e tradizioni, e Mosè, il compagno
di Furuk, che fa della tenacia e della tenerezza
le irresistibili armi per sedurre una donna
potente e creativa.
Le protagoniste femminili del romanzo sono
figure di donne importanti e simboliche:
la grande mercantessa Fatima, moglie di
El Najib e madre di Mansur; la devota Niza,
che insegna a Rafìla l’arte
delle vesti e degli ornamenti; perfino le
due schiave di Fatima in qualche modo lo
sono, la sensuale e malinconica Balkis,
che attira Rafìla in un capriccioso
gioco di seduzione e tradimento, l’orgogliosa
ed elegante Kikui.
Non????M? ci sono date a scandire le vicende
narrate. E tuttavia il tempo e l’epoca,
così come i luoghi in cui gli eventi
si svolgono, non sono mai incerti, per l’accurata
documentazione storica e bibliografica su
cui si basano le descrizioni di case, città,
navi, abiti, biblioteche, riti e costumi.
E sono, alla pari del viaggio, principalmente
spirituali. L’epoca in cui i popoli
dell’Occidente, il Popolo del Libro
e la Casa dell’Islam – i cui
rapporti e scambi sono il vero sfondo culturale
che lega ogni capitolo della storia –
sapevano convivere nonostante le reciproche
diversità e diffidenze. Ma anche
l’epoca in cui coloro che, da una
parte e dall’altra, infrangeranno
queste regole di tolleranza sono già
all’opera con i loro bellicosi fanatismi.
Per questo l’inaspettato e sorprendente
finale, il ritorno all’isola dopo
tante avventure, rumori di guerre e tentativi
di pace, è in realtà, soprattutto,
simbolicamente, un nuovo inizio, in cui
non è difficile scorgere una necessità
e un desiderio più che mai attuali.
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RECENSIONI
(dal Corriere della sera del
3 Luglio 2008)
Parte dall'isola di Procida il romanzo di
Elisabetta Montaldo fondato su rigorose
basi storiche
Anno mille, epopea mediterranea cantata
al femminile
di RAFFAELE LA CAPRIA
"Procida è un'isola di miti
e leggende, è L'isola di Arturo,
l'isola di Elsa Morante, di Toti Scialoia,
di Cesare Brandi, che vi elessero la loro
dimora. Ed è l'isola di Vera Vergani
che rinunciò per amore di un bel
l'ufficiale di marina procidano alla sua
stre pitosa carriera teatrale, e si ritirò
nell'isola dove felicemente e senza rimpianti
visse e morì.
Adesso una nipote di quell'attrice, Elisabetta
Montaldo, figlia del regista, anche lei
innamorata dell'isola e delle sue suggestio
ni ha scritto una incantevole favola che
partendo appunto da Procida si svolge come
una cronaca antica in un Mediterraneo lontanissimo,
intorno all'anno mille, un Mediterraneo
dove confluiscono diverse civiltà,
quella giudaico cristiana, quella islamica
e quella bizantina, una accanto all'altra,
e s'incontrano e si scontrano e spesso si
fondono, dando spazio alle peripezie di
Ràfila, una fanciulla che vive in
queste pagine rapide e lievi come il suo
nome. Rafila è il titolo del libro
pubblicato da Libreria Dante & Descartes
(pp. 338, € 15), e già l'immagine
orientaleggiante di copertina ci suggerisce
il tono di questa favola.
L'amore e il desiderio di libertà
portano Rafila a fuggire da Procida, dalla
casa dove si sente prigioniera, e a imbarcarsi
su una nave che naviga lungo le coste di
quel Mediterraneo, e corre molte avventure,
incontra molti personaggi da cui apprende
l'amore e la saggezza, il bene e il male.
Il suo è insomma un viaggio di formazione,
di educazione alla vita, dove l'essere donna
è il dato fondamentale che muove
ogni pensiero e ogni moto dell'anima. E
muove anche la scrittura, perché
l'elemento femminile si insinua in qualche
modo anche nella scrittura e le da forma.
Una scrittura piena di grazia che tocca
i sentimenti eterni ed immutabili come l'amore,
la gelosia, il sacro e il profano.
Ho detto che questo libro si svolge come
una favola orientale, ne ha la dolcezza
e la malia, ma pur trattandosi di una narrazione
fiabesca è giocato su molti spunti
che un'accurata ricerca storica, fatta anche
con l'aiuto di specialisti, ha fornito alla
fantasia della scrittrice. Tutto è
riferito a fatti, costumi, rapporti sociali,
geografia, veri e riscontrabili nei testi,
anche se si tratta di un periodo oscuro
e spesso indecifrabile di un passato che
molto ci riguarda.
Leggere questo libro è come essere
tra sportati da una corrente marina che
dalle coste dell'isola di Arturo si stacca
e tocca paesi, popoli e città di
un Mediterraneo che finora nessuno aveva
descritto così.
(Da Grazia del 3 Giugno
2008 - Rubrica I romanzi di Valerla
Parrella )
FOLGORATI DA RAFÌLA
Rafila indossa il velo, la conosciamo poco
più che bambina, leggermente zoppa,mentre
tenta di fuggire da casa. Rafìla
vive in un'isola che pensa di conoscere
e invece rivela sempre nuove strade e scenari,
divisatra monaci e arabi dell'Isiam. Spinta
da un afflato di libertà ed emancipazione,
comincia il suo viaggio. Che ha l'odore
di piante che per noi sono solo nomi esotici,
di sapori evocativi e ha la forza della
sua protagonista, che sa un po' di arabo
e un po' di latino e fa tesoro di qualunque
esperienza e di qualunque parola come riserva
vitale. Un romanzo di tale compiutezza formale
e linguistica che si stenta a credere sia
un esordio.
Elisabetta Montaldo, RAFÌLA, Dante
e Descartes, pagine 338, euro 15. In libreria.
IO DONNA 15 novembre 2008
Salva con nome.libri.
RAFILA di Elisabetta Montaldo.
Ha il profumo del vento caldo del Mediterraneo
la storia di Rafìla, nata su un’isola,
abbandonata dalla madre e cresciuta da un’artista
scombinata e sapiente.
Siamo nei dintorni dell’anno Mille,
dal mare viene il pericolo ma anche la libertà.
Rafìla si innamora dell’arabo
Mansur e lo segue sulla sua nave.
L’autrice, figlia d’arte e costumista
pluripremiata, mescola il gusto del bello
con il viaggio alla scoperta di terre sconosciute.
Svolgendo il filo di un racconto sognante
e sensuale.
Maria Grazia Ligato
Il Venerd́ - 29 agosto 2008
- L’esordio - INIZIARE A SCRIVERE
DALL’ANNO MILLE
Rafila è la protagonista di un romanzo
di formazione calato in quel giardino di
spunti narrativi che è l’anno
mille.
Eccol allora i templari, i cristiani, i
saraceni e la convivenza tra le culture
di un mediterraneo immaginario.
Esordio di Elisabetta Montaldo, costumista
del cinema italiano.
Dario Pappalardo
Altre recensioni
La Repubblica, almanacco dei libri, Dario
Pappalardo, 17 maggio
La Repubblica Napoli, Giuseppe Balestrino,
28 maggio
Il Mattino,Santa Di Savio, 28 maggio
Corriere del Mezzogiorno, Nat. Fe. 28 maggio
Sussurri e Grida, Anna Montefusco, maggio
Il Denaro, 14 giugno
Il Mattino, 5 luglio
Procida Oggi, Domenico Ambrosino,1 agosto
Professione Bancario, F.Zen, 10 ottobre
Il Secolo XIX, Lucia Compagnino, 15 ottobre
Leggo, Stefania Cigarini, 22 ottobre
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| PRESENTAZIONI
2008
ISTITUTO CERVANTES, Napoli con Silvia Acocella,
28 maggio
BIBLI, Roma con Raffaele La Capria, 11 giugno
HOTEL LA VIGNA, Procida, musica e letture,
5 luglio
CAFFE’ ARABO, Napoli con Omar Suleiman,
10 luglio
ALBARELLA incontra l’autore, 27 agosto
FIERA DELLA PAROLE, Rovigo con Dario Pappalardo,11
settembre
STUDIO OSTET, Genova con Giuliano Montaldo,
17 ottobre
RINASCITA, Roma Garbatella, con Simona Torretta,
24ottobre
TRA LE RIGHE, Roma con Simona Torretta,
14 novembre
HOTEL SARDEGNA, Cagliari con Sergio Frau
e Radhouan Ben Amara, 8 dicembre
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